Ivan Arlaud/La visione poetica della quotidianità

a cura di Romina Ciulli e Carole Dazzi

La Desserte, 2026

Le pitture realizzate dall’artista Ivan Arlaud sono ambientate in quegli interni dove si svolgono attimi di vita quotidiana fatta di semplici dettagli e oggetti familiari, e sono caratterizzate da una tavolozza di colori vividi e sfumature contrapposte, che immergono lo spettatore in atmosfere calde e luminose. E, sebbene non via sia traccia di presenza umana, le immagini emanano un senso di serenità, raccontandoci storie suggestive appena cominciate, e tutte ancora da inventare. E’ così in Le maison de vancances (2026), La véranda (2025), Étude Table Composée (2024), L’appartment rue Girardon (2023), Nature Morte aux Citrons, Nice (2022), o Choix de Poems (2022). Parliamone con l’artista.

Le temps retrouvé, 2024

Nelle tue opere rappresenti scene di interni, impreziosite da dettagli intimi e familiari, come tazze di caffè, vasi di fiori, tovaglie colorate e libri di poesia. Brevi e luminosi fotogrammi di vita quotidiana, che sembrano nascondere un qualcosa di enigmatico, ma che in realtà alludono a momenti vissuti e rassicuranti. Puoi raccontarci come nascono i tuoi dipinti?

Nascono da scene di vita quotidiana, libri o immagini che vedo. Sento il bisogno di catturare questi momenti sia fittizi che reali attraverso la pittura, perché esiste un’interessante discrepanza tra l’idea che nasce da una sensazione, e il risultato che dipende dal mezzo e non è mai veramente prevedibile.

L’appartement rue Girardon, 2023

Nelle tuoi lavori è evidente una contrapposizione tra caldi colori pastello e tonalità vivide e intense. L’uso di questo tipo di palette permette di creare contrasti e sfumature luminose, provocando una piacevole esperienza sensoriale e immersiva. Quanto il colore influisce sulla tua pratica artistica? E quali sono i colori che utilizzi maggiormente?

È il punto di partenza! Mi considero più un colorista che un pittore, perché i miei dipinti sono composti da colori. Questo significa che vado sempre alla ricerca dell’equilibrio cromatico, anche se ciò comporta cambiare la tavolozza a metà di un dipinto. Cerco di trovare la perfetta armonia di colori quando creo un’opera. I colori che uso più spesso sono quelli che considero colori di gradazione. Il “Light Naples Yellow” e il “Titanium Buff” sono colori che incorporo in tutti gli altri per schiarirli. Essendo presenti in tutti gli altri colori, creano un equilibrio strutturale!

Nice, 2022

Nei tuoi dipinti spesso riecheggia il richiamo ad alcuni pittori francesi di fine Ottocento e metà Novecento. Fra questi, Matisse. Nell’opera Nice (2022), per esempio, oltre all’evidente dettaglio del libro, elementi come la finestra aperta, i tessuti decorati o le scelte cromatiche intense e vibranti sembrano omaggiare proprio l’artista dei Fauves. In che modo, dunque, questo pittore ha influenzato il tuo lavoro?

È stato una delle mie principali fonti di ispirazione. Ciò che mi ha colpito di più dopo aver studiato le sue opere, è stata la sua capacità di sintetizzare lo spazio. La maggior parte dei miei dipinti riflette questo approccio. In gran parte gli spazi che creo sono ricomposizioni di ricordi o sensazioni. Sono rimasto colpito anche dalla sua audacia nell’uso del colore.

Nature morte aux citrons, 2023

Nella mostra tenutasi alla Sobering Galerie intitolata Luminous Interiors (2024), emerge con forza quella che è una componente costante dei tuoi dipinti, ossia le nature morte. Tuttavia questo soggetto, apparentemente immobile, trasforma l’esperienza pittorica in una immaginifica e creativa contemplazione, suscitando nello spettatore una narrazione/visione, per così dire, in divenire. Perché, dunque, hai scelto proprio questo tipo di soggetto per esprimere la tua idea artistica?

Prima di dipingerlo, non pensavo mi sarebbe piaciuta la natura morta perché, essendo un soggetto classico, può sembrare un po’ datato, ma è proprio il contrario. Quando ci si prende il tempo di osservare attentamente qualcosa, se ne nota tutta la profondità e la poesia. È un soggetto umile che offre molteplici possibilità. Lo stesso vale per un paesaggio, ed è per questo che ho voluto immortalarlo con la pittura.

Étude Table Composée, 2024

Altro pittore di riferimento per il tuo lavoro è Cezanne. In opere come Étude Table Composée (2024), Nature Morte aux Citrons (2022), oppure Choix de Poems (2022), infatti, sia la prospettiva, sia la composizione geometrica degli oggetti, sembra richiamare la lezione del grande pittore di Aix-en-Provence. In che modo questo pittore ha influito sul tuo percorso artistico?

Non so perché, ma sono sempre stato molto sensibile alle nature morte di Cézanne. C’è qualcosa di profondamente spontaneo e magistrale nelle sue opere. Si percepisce la solitudine del suo gesto, così come la sua profondità. Credo di capirlo un po’.

Orange à la fenetre, 2023

Grande assente dalla tua rappresentazione è la figura umana. Tuttavia questo ruolo sembra venire assunto dallo spettatore stesso che, quasi come una presenza invisibile, osserva la narrazione attraverso una sorta di specchio/quadro. E’come se, attingendo alla propria interiorità, creasse lui stesso un immaginario ora fantastico, ora realistico. Pensiamo, ad esempio, a opere come Orange à la fenetre (2023), oppure a L’appartement rue Girardon (2023) Chi è dunque il protagonista dei tuoi dipinti? Puoi parlarcene?

Questo riassume perfettamente il concetto! Vedo la pittura come uno spazio in cui lo spettatore entra e si siede accanto al pittore per vivere/contemplare la scena. Questa persona è un solitario, è ognuno di noi. Mi piace l’idea che i miei dipinti siano composti nella solitudine del mio studio e che, anche in un gruppo, sia sempre una singola persona a vederli e a viverli. Questa persona è libera di portare con sé il proprio bagaglio e di creare la propria narrazione basandosi sui pochi indizi che le offro.

La véranda, 2025

Nella mostra Memory Rooms (2025), sempre alla Sobering Galerie, le tue opere sono invece dedicate al tema della memoria. In Villa méditerranéenne (2025), La Véranda (2025) o Sous le Porche (2025), i ricodi riemergono attraverso una serie di dettagli, spesso idealizzati. Che ruolo ha il concetto di memoria nel tuo lavoro?

Credo che, nel profondo, questo rimanga il tema principale del mio lavoro. Ho intrapreso un processo di archiviazione indiretta di me stesso. Ogni dipinto è un pezzo di me. Che si tratti di un libro, di una scena o di un oggetto, ci sarà sempre un qualcosa che mi appartiene in ogni opera. È un modo di esistere, anche se solo in minima parte, attraverso tutte le tele.

Choix de Poems, 2022

Nei tuoi quadri ci sono molti richiami all’arte e alla cultura. Contesti inquadrati come scatti fotografici, riferimenti al cinema, alla letteratura, alla musica. Perché queste citazioni?

Questo gesto si ricollega alla mia risposta precedente. Ciò che raffiguro nei miei dipinti sono certamente oggetti/soggetti estetici, ma soprattutto sono cose che voglio catturare perché sono parte integrante di ciò che sono. Le mie letture, i miei riferimenti, gli oggetti a cui mi sento legato. Tutti questi elementi sono un po’ come autoritratti frammentati e secondari, perché il soggetto principale sono l’atmosfera e l’armonia.

La table du peintre, 2024

Oltre a quelli già citati, ci sono altri artisti che ispirano il tuo lavoro ?

Questa è una delle domande più difficili a cui devo rispondere! Se dovessi citare dei pittori, direi che apprezzo molto Oscar Ghiglia, Cuno Amiet, Suzanne Valadon, Vanessa Bell, Felice Casorati, Marie Laurencin, ma ce ne sono molti altri! Sono fortemente influenzato dalla musica, dal cinema, dalla scultura e dalla fotografia. Ma la mia risposta sarebbe troppo lunga!

Intérieur rouge, 2025

Puoi parlarci dei tuoi progetti futuri?

Ci sono diverse mostre e fiere d’arte internazionali meravigliose in arrivo! Sto scrivendo un romanzo da oltre due anni. Spero di finirlo presto, ma al momento non posso dire altro al riguardo.